Parole di libertà

Viviamo in un tempo in cui la parola libera fa paura. Un tempo in cui l’intelligenza artificiale promette di sostituirsi al pensiero, in cui chi comanda non ama chi cammina con le proprie gambe, ma chi obbedisce. In un tempo così, il teatro torna a essere ciò che è sempre stato: uno spazio sottratto al controllo, un luogo dove la parola può ancora essere libera, scomoda, viva.

Lo sarà con Giobbe Covatta, che ai suoi settant’anni fa un bilancio dei quarant’anni di carriera senza nostalgia: i temi di sempre – religione, ambiente, solidarietà – tornano in scena perché, dice lui, non hanno scadenza, e per questo restano profetici. Lo sarà con Ottavia Piccolo, che presta voce ad Anna Politkovskaja, “donna non rieducabile” per un potere che non tollerava chi continuava semplicemente a guardare e raccontare la verità. Lo sarà con il racconto della Cambogia di Pol Pot e della sua rinascita, a cui hanno contribuito anche i missionari del Pime scommettendo sull’educazione. Lo sarà con Michele Diegoli, cabarettista e insegnante di filosofia, che dedica alla scuola – “luogo per natura gioiosamente pericoloso” – uno sguardo graffiante, proprio quando qualcuno vorrebbe renderla solo il luogo delle risposte facili.

Takashi Nagai, medico sopravvissuto alla bomba di Nagasaki, ci ricorda che la dignità umana non si arrende nemmeno davanti al disastro totale, se si sceglie il servizio agli altri. Per la Festa della Donna Debora Mancini fa della propria intimità un osservatorio ironico su amore, corpo e paure: la libertà di raccontarsi senza chiedere permesso.

E poi c’è la musica: la Millennials’ Orchestra porta lo swing, che negli anni Trenta e Quaranta fu un piccolo terremoto sociale capace di far incontrare sul palco musicisti bianchi e neri in un’America che li voleva divisi. I coristi e solisti di Cluster restituiscono, nel concerto di Natale, le voci dei missionari del Pime in Cambogia. E due opere liriche, Don Giovanni e Rigoletto, tornano nella formula breve di Altea Pivetta: anche quest’anno le scenografie sono firmate dai ragazzi dell’Istituto minorile Beccaria di Milano, in collaborazione con Fondazione Rava – un altro spazio di libertà, che usa la bellezza per restituire a queste vite la possibilità di riorientarsi.

Parole di libertà, dunque. Perché restino tali.

 

Andrea Zaniboni
Direttore artistico Teatro Pime

La stagione Pime 2026-2027